AQCF-R ha appreso dagli organi di stampa dell’ingresso di Stellantis nella World Class Manufacturing Association. La notizia richiama inevitabilmente una stagione industriale che ha segnato con forza la crescita e la competitività degli stabilimenti italiani: quella in cui Sergio Marchionne aveva posto il World Class Manufacturing al centro della strategia industriale del gruppo.

In quegli anni il Wcm rappresentava molto più di un semplice modello organizzativo. Era una vera cultura industriale fondata sul miglioramento continuo, sulla qualità, sulla sicurezza, sulla riduzione degli sprechi e soprattutto sulla valorizzazione delle competenze presenti all’interno delle fabbriche. Un approccio che aveva consentito a numerosi stabilimenti italiani di diventare punti di riferimento internazionali nel settore automotive.
La fabbrica tornava ad essere elemento centrale della competitività industriale, con investimenti importanti sull’organizzazione produttiva, sulle professionalità, sulla responsabilizzazione delle persone e sulla diffusione di una cultura orientata all’eccellenza manifatturiera.

In quella fase, inoltre, il sistema Wcm era stato accompagnato anche da strumenti premianti maggiormente collegati ai risultati industriali e più vicini alla partecipazione concreta dei lavoratori alla vita produttiva degli stabilimenti. Il premio legato agli obiettivi Wcm veniva percepito da molti lavoratori come un riconoscimento direttamente collegato alla qualità, all’efficienza, al miglioramento continuo e al contributo quotidiano delle persone nei reparti produttivi.
Questo contribuiva a rafforzare il senso di appartenenza, il coinvolgimento e la partecipazione attiva al raggiungimento degli obiettivi industriali, creando un legame più diretto tra organizzazione del lavoro, risultati dello stabilimento e valorizzazione dell’impegno collettivo.

Negli anni successivi, soprattutto durante la fase guidata da Carlos Tavares, il gruppo ha invece intrapreso un percorso maggiormente focalizzato sulle performance economico-finanziarie, sul controllo rigoroso dei costi e sulle sinergie globali derivanti dalla nascita di Stellantis.
Una strategia che ha prodotto risultati economici significativi e margini record ma che in alcuni momenti ha dato la percezione di una minore attenzione alla centralità della dimensione industriale e produttiva rispetto alla stagione fortemente orientata al Wcm dell’epoca Marchionne.
Per questo motivo, come AQCF-R, riteniamo che l’ingresso nella World Class Manufacturing Association e il forte coinvolgimento diretto del management industriale guidato da Antonio Filosa e Francesco Ciancia possano rappresentare un segnale importante di rinnovata attenzione verso la cultura manifatturiera, il benchmarking internazionale e la qualità produttiva.

Particolarmente significativo appare il fatto che Stellantis scelga di confrontarsi stabilmente con una comunità internazionale orientata allo scambio di best practice industriali e al miglioramento continuo. In una fase storica caratterizzata da transizione elettrica, competizione asiatica, pressione sui costi e incertezza normativa europea, il ritorno alla centralità dei processi industriali e dell’eccellenza produttiva può diventare una leva strategica decisiva.

Il World Class Manufacturing infatti non si limita a migliorare indicatori produttivi ma contribuisce a costruire metodo, disciplina industriale, partecipazione organizzativa e crescita delle competenze. Elementi che possono rafforzare nel tempo la capacità competitiva degli stabilimenti italiani ed europei.

Oggi però il contesto è profondamente cambiato rispetto agli anni in cui il Wcm veniva introdotto negli stabilimenti del gruppo. La trasformazione tecnologica in atto richiede investimenti enormi su elettrificazione, software, digitalizzazione, ricerca, ingegneria e formazione continua. Per questo motivo il ritorno alla cultura dell’eccellenza manifatturiera dovrà necessariamente accompagnarsi a una strategia industriale chiara e di lungo periodo.

Come AQCF-R riteniamo fondamentale che il tema dell’efficienza produttiva non venga interpretato esclusivamente come contenimento dei costi ma come capacità di generare valore industriale sostenibile, qualità del lavoro, innovazione e crescita professionale.
La competitività del futuro non si costruisce soltanto attraverso i risultati finanziari, ma anche attraverso la capacità di mantenere nel nostro Paese attività ad alto valore aggiunto, progettazione, ricerca, ingegneria e produzioni avanzate.

AQCF-R continuerà a sostenere ogni percorso orientato a rafforzare la cultura industriale, la qualità produttiva e la centralità del capitale umano, nella convinzione che il futuro dell’automotive europeo si giocherà non solo sulle tecnologie ma anche sulla capacità di preservare competenze, occupazione qualificata e patrimonio industriale.