Le recenti riflessioni sul futuro dell’automotive europeo confermano una preoccupazione che AQCF-R evidenzia da tempo: il baricentro mondiale dell’industria dell’auto si sta spostando rapidamente e l’Europa rischia di perdere competitività, capacità progettuale, autonomia industriale e occupazione qualificata.
Il tema non è difendere il passato né contrapporre motorizzazioni elettriche e termiche. Il vero nodo è costruire una transizione sostenibile, industrialmente realistica e capace di salvaguardare lavoro, competenze, stabilimenti e filiere. Mentre Nord America e Asia hanno perseguito politiche industriali orientate a rafforzare la propria autonomia produttiva e tecnologica, l’Europa ha spesso concentrato la propria azione prevalentemente sugli aspetti regolatori della transizione. Il risultato è che oggi il settore automotive europeo si trova a competere in condizioni più difficili rispetto ai principali concorrenti globali, con ripercussioni che rischiano di coinvolgere non solo i costruttori ma l’intera filiera e centinaia di migliaia di posti di lavoro.
Per AQCF-R non basta fissare obiettivi e scadenze. Servono investimenti, neutralità tecnologica, infrastrutture, ricerca, innovazione, formazione e una politica industriale che rimetta al centro la produzione. Il patrimonio fatto di ingegneri, tecnici, progettisti, quadri, professional, enti centrali, lavoratori diretti e dell’indotto rappresenta una ricchezza che non può essere dispersa. Non siamo di fronte esclusivamente a una questione italiana o a un problema che riguarda una singola azienda. La sfida coinvolge l’intero sistema automotive europeo: Stellantis, Volkswagen, Renault, Bmw, Mercedes-Benz e tutti i costruttori che hanno contribuito a fare dell’Europa uno dei principali poli automobilistici mondiali. In gioco non vi sono soltanto le aziende, ma anche migliaia di fornitori, centri di ricerca, società di ingegneria e un indotto che rappresenta uno degli asset strategici dell’economia europea. Per questo sarebbe un errore affrontare questa fase limitandosi alle singole vertenze aziendali.
La situazione richiede una risposta comune e coordinata. Serve una forte assunzione di responsabilità da parte dell’Unione Europea, dei governi nazionali, delle istituzioni territoriali, delle imprese, delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori. Nessuno può pensare di affrontare da solo una trasformazione di questa portata. In questo contesto, l’Italia rappresenta uno dei paesi che più hanno da perdere e che più avrebbero da guadagnare da una politica industriale europea efficace. Il nostro paese possiede ancora competenze tecniche, capacità progettuali, centri di ricerca e una tradizione manifatturiera che costituiscono un patrimonio strategico non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa. Per quanto riguarda Stellantis, il nuovo piano industriale contiene elementi che meritano attenzione e alcuni segnali positivi, ma dovrà essere accompagnato da risultati concreti. Gli investimenti annunciati dovranno tradursi in nuovi modelli, crescita dei volumi produttivi, tutela dell’occupazione e consolidamento delle attività di ricerca e sviluppo presenti nel nostro paese.
Particolare attenzione continua a destare la situazione di Cassino e Termoli.
Cassino necessita di una prospettiva industriale più chiara e strutturata. Lo stabilimento dispone di competenze professionali di alto livello e di una lunga tradizione produttiva che meritano di essere valorizzate attraverso l’assegnazione di nuovi progetti e di una missione industriale capace di garantire stabilità e prospettive nel medio e lungo periodo.
In particolare, AQCF-R ritiene fondamentale comprendere quale sarà il ruolo di Cassino all’interno della strategia futura dei marchi premium del Gruppo e, soprattutto, di Alfa Romeo. La valorizzazione di un marchio storico e prestigioso come Alfa Romeo non può prescindere da un adeguato piano prodotto, da investimenti continui e da una chiara visione industriale che consenta di rafforzarne il posizionamento nei mercati internazionali. Le recenti riflessioni sulla regionalizzazione dello sviluppo delle vetture e sulla crescente importanza delle identità di marca rendono ancora più strategico il futuro di Cassino. Per AQCF-R è necessario che le ambizioni industriali e commerciali dei marchi premium trovino una concreta traduzione negli stabilimenti italiani, attraverso nuovi modelli, maggiori volumi e investimenti capaci di garantire continuità produttiva e occupazionale.
Per quanto riguarda Termoli, AQCF-R riconosce l’importanza delle iniziative già avviate, come le attività legate al nuovo cambio eDct e all’ammodernamento del motore Gse allo standard Euro 7, che rappresentano segnali positivi e un primo elemento di continuità produttiva. Tuttavia, tali interventi, pur rilevanti, non sono sufficienti da soli a garantire una prospettiva industriale e occupazionale stabile e di lungo periodo per lo stabilimento molisano.
È necessario definire una visione industriale più ampia e strutturata, capace di accompagnare l’evoluzione del settore automotive nei prossimi anni e di valorizzare pienamente le competenze professionali presenti nel sito. Termoli dispone di un patrimonio di conoscenze, esperienza e capacità produttive che non può essere considerato esclusivamente in una logica di breve periodo.
Occorre pertanto individuare ulteriori investimenti, attività e prospettive industriali che consentano allo stabilimento di mantenere un ruolo centrale all’interno della strategia industriale italiana ed europea. La sfida è costruire oggi le condizioni per garantire domani occupazione, innovazione e competitività, evitando di intervenire quando le criticità sono già emerse.
Per AQCF-R il futuro di Termoli deve essere parte integrante di una strategia industriale di lungo respiro che coinvolga azienda, istituzioni nazionali, Unione Europea e parti sociali.
Al tempo stesso occorre comprendere che il futuro dell’automotive non si gioca soltanto negli stabilimenti produttivi. Una parte fondamentale della sfida riguarda i centri di ricerca, progettazione e sviluppo prodotto. Per AQCF-R è essenziale preservare e rafforzare il ruolo dei poli di ingegneria e sviluppo presenti in Italia.
Torino continua a rappresentare uno dei principali centri europei per la progettazione, l’innovazione e lo sviluppo delle nuove tecnologie automotive. Gli ingegneri, i tecnici e i professional che operano negli enti centrali, nello sviluppo prodotto, nel software, nei sistemi Adas, nell’innovazione e nelle funzioni di supporto rappresentano un patrimonio strategico che deve essere ulteriormente valorizzato e non ridimensionato. La crescente regionalizzazione dello sviluppo delle vetture rende ancora più importante mantenere e rafforzare in Italia competenze decisionali, progettuali e tecnologiche.
Lo stesso vale per Modena che deve continuare a essere il punto di riferimento per lo sviluppo del marchio Maserati. Maserati non rappresenta soltanto un marchio storico italiano, ma un elemento fondamentale del posizionamento premium di Stellantis a livello globale. Per questo motivo è necessario che alle dichiarazioni di attenzione verso il marchio seguano investimenti, nuovi prodotti e una strategia di sviluppo coerente con la storia, il prestigio e le ambizioni di Maserati.
Anche Pomigliano assume un ruolo sempre più importante all’interno della strategia industriale italiana del Gruppo. Le future produzioni annunciate rappresentano un segnale significativo, ma dovranno essere accompagnate da investimenti continui sulle competenze, sull’innovazione e sulle
attività di sviluppo, confermando il ruolo del sito e delle professionalità che vi operano nel futuro industriale del Paese.
Per quanto riguarda Torino e Mirafiori, riteniamo necessario fare tesoro delle esperienze maturate negli ultimi anni. Quando venne lanciata la 500 elettrica, AQCF-R evidenziò fin da subito la necessità di affiancare a quel progetto una versione ibrida, capace di intercettare una domanda più ampia e di sostenere meglio i volumi produttivi. Una valutazione che nel tempo ha trovato conferma nei fatti e che dimostra quanto sia importante anticipare gli scenari piuttosto che inseguirli. Oggi non dobbiamo commettere lo stesso errore. Per Torino e per le attività di Stellantis Carrozzerie occorre monitorare attentamente l’evoluzione dei volumi, del mercato e del piano industriale, avviando fin da ora una riflessione sull’opportunità di assegnare ulteriori produzioni e nuovi modelli. La programmazione industriale richiede visione e capacità di anticipare le trasformazioni, non di intervenire quando le criticità sono già emerse.
La tutela di Mirafiori, Cassino, Termoli, Pomigliano, Melfi, Atessa, Modena e dei centri italiani di ricerca e sviluppo passa attraverso investimenti, crescita dei volumi, assegnazione di nuovi prodotti e una chiara missione industriale per ogni sito. Ma passa anche dalla difesa di quel capitale umano costituito da lavoratori della produzione, enti staff, tecnici, progettisti e ingegneri che rappresentano un patrimonio professionale che l’Italia e l’Europa non possono permettersi di disperdere.
L’Europa deve tornare a essere protagonista di una vera politica industriale. Deve creare le condizioni per competere a livello globale, sostenere innovazione e ricerca, garantire energia competitiva e accompagnare la transizione con strumenti concreti. Servono risorse, investimenti e visione strategica, non soltanto regole.
AQCF-R ritiene che il tempo delle analisi stia rapidamente terminando. I segnali che arrivano dal mercato e dagli operatori del settore sono chiari e richiedono una risposta altrettanto chiara. Difendere l’automotive significa difendere occupazione, tecnologia, innovazione, competenze e indipendenza industriale.
La sfida non riguarda soltanto il futuro dell’automobile. Riguarda il futuro industriale dell’Italia e dell’Europa.

















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