Il 27 maggio 2026 è stata inviata una lettera alle principali istituzioni europee con un appello congiunto dell’industria europea dei veicoli commerciali e delle organizzazioni sindacali del settore per chiedere un intervento urgente a tutela della competitività industriale, dell’occupazione e della sostenibilità della transizione ecologica nel comparto dei camion e autobus.
Il documento è stato sottoscritto dai principali costruttori europei e da numerose organizzazioni sindacali, comprese le principali sigle italiane, evidenziando una forte convergenza tra imprese e rappresentanze dei lavoratori sulla necessità di rivedere alcune politiche europee relative alla transizione del settore.
Nella lettera si sottolinea come l’industria europea dei veicoli commerciali, pur mantenendo una posizione di leadership mondiale e occupando oltre 3,4 milioni di persone, stia affrontando una pressione crescente dovuta alla concorrenza internazionale, ai differenti costi energetici e produttivi e a un quadro normativo ritenuto troppo rigido rispetto alle reali condizioni di mercato. Viene inoltre evidenziato il rischio concreto di perdita di capacità produttiva, investimenti e posti di lavoro in Europa.
I firmatari ribadiscono il proprio sostegno agli obiettivi climatici europei e alla diffusione delle tecnologie a zero emissioni, ricordando però che la transizione è rallentata dalla carenza di infrastrutture di ricarica elettrica e di rifornimento di idrogeno, nonché da una domanda di mercato ancora insufficiente. In questo contesto, viene giudicato problematico l’attuale sistema di penalità previste dal regolamento CO₂ per i veicoli pesanti, che rischierebbe di penalizzare ulteriormente il settore senza accelerare concretamente la transizione.
La lettera avanza quindi tre richieste principali all’Unione Europea:
- anticipare la revisione del regolamento CO₂ sui veicoli pesanti per verificare la coerenza tra obiettivi, condizioni infrastrutturali e reale diffusione dei veicoli a zero emissioni;
- accelerare la realizzazione delle infrastrutture di ricarica e idrogeno attraverso obblighi più stringenti e strumenti di incentivo;
- definire una strategia industriale europea organica che tenga insieme competitività, decarbonizzazione, occupazione e tutela della filiera industriale europea.
Il documento assume particolare rilevanza anche per l’Italia e per aziende come Iveco Group, poiché rafforza le richieste già avanzate in sede nazionale ed europea sulla necessità di accompagnare la transizione ecologica con misure realistiche, investimenti, neutralità tecnologica e salvaguardia occupazionale.

















youhost