AQCF-R segue con attenzione le evoluzioni che stanno interessando il settore automotive europeo e le prospettive che saranno illustrate nel prossimo piano industriale di Stellantis.
Siamo dentro una fase di trasformazione molto profonda del settore automobilistico, nella quale si intrecciano transizione energetica, innovazione tecnologica, competitività globale e nuovi equilibri industriali internazionali. Un cambiamento che deve essere governato con equilibrio e responsabilità, evitando che a pagare il prezzo più alto siano lavoratrici, lavoratori e territori.
L’Italia continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per l’automotive europeo grazie alle competenze professionali presenti nei nostri stabilimenti, alla qualità del lavoro sviluppato negli anni e alla forza della filiera industriale della componentistica, dell’ingegneria, della progettazione e della ricerca.
Per questo motivo riteniamo importante che il prossimo piano industriale rafforzi concretamente il ruolo produttivo del nostro Paese attraverso nuove produzioni, investimenti e una chiara valorizzazione del capitale umano e industriale italiano.
In questa fase diventa fondamentale garantire prospettive produttive a tutti gli stabilimenti italiani, accompagnando la transizione con modelli competitivi, nuove piattaforme industriali e investimenti capaci di dare continuità occupazionale e prospettive future alle persone che lavorano nel settore.
Riteniamo inoltre importante che il nuovo piano industriale possa confermare con chiarezza il mantenimento delle attività produttive e industriali nel nostro Paese, salvaguardando occupazione, professionalità e competenze costruite negli anni nei diversi stabilimenti italiani.
Sarà fondamentale rafforzare il ruolo dell’Italia nello sviluppo dei brand storici del Gruppo, nella progettazione, nella ricerca, nell’ingegneria, nelle nuove motorizzazioni e nei veicoli commerciali, valorizzando il patrimonio industriale e tecnologico presente nei nostri siti produttivi.
Particolare importanza avranno anche gli investimenti legati all’innovazione tecnologica, ai poli di ingegneria e ai progetti di sviluppo già annunciati, come il Green Campus di Torino, che rappresenta non soltanto un intervento infrastrutturale ma anche un segnale strategico sulla volontà di mantenere nel nostro Paese attività di progettazione, sviluppo, ricerca e competenze ad alto valore aggiunto.
Il rafforzamento delle attività di ingegneria e progettazione risulta fondamentale per garantire nel tempo centralità industriale all’Italia, evitando il rischio che il nostro Paese perda progressivamente funzioni strategiche, know-how e capacità di innovazione, che hanno storicamente rappresentato un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale.
Allo stesso tempo sarà importante comprendere in che modo eventuali partnership internazionali e collaborazioni industriali potranno contribuire a rafforzare anche il sistema produttivo italiano. Ogni scelta industriale dovrà infatti tenere conto non solo degli aspetti economici e commerciali, ma anche delle ricadute occupazionali, produttive e tecnologiche sui siti italiani e sull’intera filiera nazionale.
Particolare attenzione dovrà essere rivolta ai singoli stabilimenti italiani affinché ogni sito possa avere una missione produttiva chiara, sostenibile e duratura nel tempo, attraverso nuovi modelli, innovazione, investimenti e sviluppo tecnologico.
Riteniamo inoltre che l’Europa debba accompagnare questa trasformazione con maggiore chiarezza, gradualità e neutralità tecnologica. La transizione deve essere sostenibile non soltanto dal punto di vista ambientale ma anche da quello industriale e sociale. Servono politiche industriali europee più rapide ed efficaci, investimenti sulle infrastrutture energetiche, sostegno alla ricerca, riduzione dei costi energetici e condizioni che permettano alle imprese di continuare a produrre e investire in Europa e in Italia.
AQCF-R ritiene indispensabile un confronto costruttivo tra azienda, istituzioni e rappresentanze dei lavoratori per costruire prospettive industriali solide e durature, capaci di salvaguardare occupazione, competenze e futuro produttivo del nostro Paese.
Difendere e rilanciare l’industria italiana dell’auto significa difendere lavoro, innovazione, territori e il valore del capitale umano e industriale costruito in decenni di storia industriale italiana.

















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