Dopo quasi 50 anni, il 4 ottobre torna ad essere una festività nazionale. Soppressa nel 1977, è stata reintrodotta dalla legge n. 151/2025 ed è dedicata a San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia insieme a Santa Caterina da Siena, in occasione dell’800° anniversario della morte del santo.

La ricorrenza è dedicata ai valori della pace, della fratellanza e della tutela dell’ambiente. Il 4 ottobre sarà quindi trattato come le altre festività nazionali, secondo quanto previsto dalle norme di legge e dai contratti collettivi applicati.

Nel 2026 il 4 ottobre è una domenica

Chi non lavora
I lavoratori per i quali la domenica coincide con il normale giorno di riposo, non potranno fruire la festività. Sarà quindi riconosciuto il trattamento economico previsto per la festività non fruita, secondo quanto stabilito dalla normativa e dal contratto collettivo applicato. L’importo riconosciuto concorrerà alla formazione dell’imponibile previdenziale e fiscale e sarà pertanto soggetto ai contributi Inps e alle ritenute Irpef.

Chi lavora
Per i lavoratori chiamati a prestare attività nella giornata del 4 ottobre, sarà riconosciuto il trattamento economico previsto dalla normativa e dal contratto collettivo di riferimento per il lavoro festivo, comprese le relative maggiorazioni previste.

E negli anni futuri?
Negli anni in cui il 4 ottobre cadrà in un giorno infrasettimanale, ai lavoratori spetterà la normale retribuzione prevista per la giornata festiva se non lavorano.
In caso di attività lavorativa nella giornata del 4 ottobre, sarà invece riconosciuto il trattamento economico previsto per il lavoro festivo, comprese le maggiorazioni stabilite dal contratto collettivo applicato. Il trattamento economico può variare in relazione al contratto collettivo applicato.

Per informazioni, chiarimenti o segnalazioni è possibile rivolgersi ai rappresentanti AQCF-R.