Si è tenuto oggi l’incontro di confronto con i vertici aziendali di FCA sulla gestione dell’emergenza Covid-19 e sull’applicazione delle nuove disposizioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo che estende le tutele e le restrizioni a tutto il territorio nazionale, per contenere il contagio virale e salvaguardare la salute dei lavoratori.
FCA ci ha comunicato che circa 5300 lavoratori hanno già fatto richiesta di Lavoro Agile e ha confermato la propria disponibilità ad attivare ulteriori nuove posizioni di Smart Working.

Tra tutte le misure previste dal Dpcm, quella che crea maggiori criticità si riscontra nei siti produttivi per il rispetto della distanza di un metro tra i lavoratori che operano soprattutto sulle linee di montaggio.

Le maggiori difficoltà di attuazione del decreto si riscontrano in alcuni plant, nello specifico quelli dedicati all’assemblaggio dove tecnicamente, nell’immediatezza, è difficile riorganizzare le linee, mentre negli stabilimenti di meccanica potrebbe essere più agevole raggiungere i nuovi limiti di sicurezza sanitaria.
Per rendere operative le misure al più presto possibile, in alcuni siti sarà necessario attuare brevi fermate produttive.Le postazioni di lavoro che prevedono un contatto ravvicinato tra le persone sono quelle a maggior rischio di contagio e saranno le prime a essere dotate dei dispositivi sanitari (le mascherine).

Qualora si verificassero fermate delle attività lavorative è necessario che sia fatta una verifica attenta e puntuale per ogni singolo stabilimento.

FCA ha garantito la massima disponibilità a monitorare quotidianamente gli sviluppi e l’evolversi della situazione.
Oltre a improntare la gestione delle misure previste dal Dpcm alla massima sicurezza per i lavoratori (e per le loro famiglie), esigenza prioritaria su tutto, è strategico anche mandare un segnale di continuità produttiva ai mercati dimostrando che l’Italia e FCA Italy continuano a lavorare.

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