“La 5oo ibrida rappresentava una speranza concreta per il rilancio di Mirafiori. La comunicazione di oggi sul nuovo ricorso alla cassa integrazione dal 19 al 30 ottobre, dopo le fermate produttive già registrate nei mesi precedenti, è quindi una notizia negativa e un segnale che ci preoccupa fortemente”. Lo dichiarano il Segretario Generale AQCF-R Giovanni Serra e Responsabile Territoriale dell’area torinese di AQCF-R Fabrizio Amante.

“L’avvio della 5oo ibrida e il ritorno del secondo turno avevano alimentato aspettative importanti tra i lavoratori, dopo anni di sacrifici e di utilizzo continuo degli ammortizzatori sociali.
La notizia di oggi non cancella definitivamente quelle aspettative ma certamente le ridimensiona e pone interrogativi ai quali Stellantis deve dare risposte chiare. Non possiamo pensare che il rilancio di Mirafiori possa essere accompagnato ancora a lungo da fermate produttive e cassa integrazione.

Occorre conoscere quali volumi siano realmente previsti per la 5oo ibrida ed elettrica nei prossimi mesi e quali iniziative l’azienda intenda assumere per garantire continuità produttiva e occupazionale.

A questo punto riteniamo ancora più evidente che il solo modello 5oo non possa essere sufficiente a garantire il futuro industriale di Mirafiori. Servono nuovi investimenti e soprattutto l’assegnazione di un ulteriore modello, capace di affiancare le produzioni attuali e assicurare volumi adeguati e continuità allo stabilimento.

La preoccupazione riguarda tutti i lavoratori e le loro famiglie e, in modo particolare, anche i lavoratori a termine che hanno contribuito alla ripartenza produttiva e che attendono una prospettiva di stabilizzazione.
Mirafiori ha già pagato un prezzo troppo alto in termini di riduzione dei volumi e ricorso agli ammortizzatori sociali” – concludono Serra e Amante. “Le competenze, le professionalità e il patrimonio industriale presenti a Torino devono essere valorizzati con scelte concrete.
Oggi chiediamo quindi a Stellantis risposte precise sui volumi e un impegno concreto su nuovi investimenti, un modello aggiuntivo e prospettive occupazionali durature”