Si è svolto oggi, a seguito della richiesta unitaria delle organizzazioni sindacali, un incontro con Marelli per fare il punto sull’evoluzione della procedura Chapter 11 e sulle prospettive industriali del gruppo.
L’azienda ha illustrato lo stato del percorso avviato negli Stati Uniti, confermando che il 3 agosto sono stati depositati presso la Corte del Delaware la Disclosure Statement e il Piano di riorganizzazione, passaggi relativi alla ristrutturazione finanziaria e non coincidenti con il piano industriale che è ancora in fase di definizione.
Marelli ha spiegato che il completamento del percorso è strettamente legato alla conclusione delle trattative in corso con i principali clienti. Proprio per consentire la finalizzazione di questi accordi e del piano, sono state prorogate alcune scadenze della procedura. L’azienda continua a indicare nel 2026 l’orizzonte per l’uscita dal Chapter 11.
Sul versante industriale, Marelli ha riferito di essere impegnata a ricercare la massima saturazione possibile degli stabilimenti, precisando tuttavia che, allo stato attuale, non sono ancora disponibili indicazioni definitive sui singoli siti e sui relativi livelli occupazionali. Un quadro più completo dovrebbe essere presentato in occasione del prossimo confronto al Mimit, previsto indicativamente nel mese di ottobre.
Abbiamo ribadito che la priorità resta fare piena chiarezza sulle prospettive industriali e tutelare gli stabilimenti italiani e l’occupazione. La ristrutturazione finanziaria deve tradursi nel rafforzamento industriale di Marelli e non diventare il presupposto per successive riduzioni della presenza produttiva nel nostro paese.
Per questo abbiamo chiesto all’azienda un confronto più serrato, tempestivo e trasparente con il sindacato anche rispetto alla trattativa che Marelli ha intavolato con i clienti dal quale dipenderà molto del futuro degli stabilimenti italiani. In una fase così delicata è importante che l’informazione sia chiara per non cedere alla confusione delle indiscrezioni a mezzo stampa.
Il prossimo passaggio al Mimit dovrà quindi consentire di entrare nel merito del piano industriale, delle missioni produttive, degli investimenti e delle prospettive occupazionali di ciascun sito italiano. È su questi elementi concreti che valuteremo il futuro industriale di Marelli in Italia.

















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