Marelli ha depositato, questa notte ora italiana, la Disclosure Statement e il piano diriorganizzazione presso la Corte del Delaware nell’ambito del processo Chapter 11. Questo passo è funzionale alla ristrutturazione finanziaria e all’uscita dalla procedura con una struttura più solida. I documenti includono proiezioni finanziarie preliminari e altre informazioni basate su ipotesi attuali, che potrebbero essere aggiornate durante le trattative con i clienti, ancora in corso.

Il deposito non modifica le attività operative quotidiane di Marelli e non significa che la ristrutturazione sia completata o che Marelli sia uscita dal Chapter 11. Il piano e la Disclosure Statement possono essere modificati prima del voto dei creditori. Il documento non menziona impatti sui siti produttivi o livelli occupazionali, in quanto non ancora definiti. Informazioni complete saranno disponibili dopo la finalizzazione del piano industriale, prevista non prima del mese di ottobre.

Tutto questo avviene dopo che, nei giorni scorsi, Marelli ha avviato le procedure necessarie al fine di suddividere la Marelli Europe in cinque legal entity autonome sotto il profilo finanziario ed organizzativo. La nuova struttura italiana di Marelli quindi sarebbe composta da Marelli automotive lighting, Marelli after market, Marelli suspension (già in essere) e le nuove Electornics, Green Tecnology, Motor sport e Propultion mentre in Marelli Europe resteranno le funzioni centrali. Questa divisione secondo la direzione aziendale si è resa necessaria per meglio efficientare l’azienda e rientrerebbe nel piano di riorganizzazione utile all’uscita dal Chapter 11.

Come sindacato, pur consapevoli dei vincoli di legge, chiediamo maggiore confronto e dialogo.
I passaggi fatti, le decisoni prese in termini di assetti finanziari e societari sono comunque propedeutici alla determinazione del piano industriale. La presentazione del piano industriale vero e proprio è stata più volte procrastinata e ora prevista a fine settembre.

Ribadiamo che la necessità di confrontarci sulle strategie, sulle prospettive industriali e produttive e sulle eventuali conseguenze occupazionali è per noi inderogabile.
Come organizzazioni sindacali non possiamo accettare un piano industriale calato dall’alto: la prospettiva industriale, la salvaguardia dell’occupazione e di tutti gli stabilimenti italiani sono punti irrinunciabili e Marelli deve assumerli come vincoli.

Chiediamo il pieno coinvolgimento nelle scelte che determineranno il futuro di Marelli nel nostro paese. È necessaria la convocazione di un tavolo permanente di confronto fino alla definizione del nuovo piano industriale, tavolo da tenersi presso il Mimit, così come unitariamente abbiamo chiesto nei mesi scorsi.