Ieri nel tardo pomeriggio si è tenuto un incontro a Lecce fra la direzione di CnhI e le organizzazioni sindacali rappresentate a tutti i livelli, vale a dire segreterie nazionali, segreterie territoriali e delegati di fabbrica.
Lo stabilimento di Lecce, che oggi conta 614 operai e 233 impiegati, nel 2026 riceverà 20 milioni di euro di investimenti. Le assegnazioni produttive hanno comportato inoltre l’assunzione di 42 lavoratori in somministrazione e consentiranno l’accoglimento di una ventina di colleghi provenienti da Cesena.
CnhI ci ha informato che sta definendo un percorso strutturato di selezione del personale per ulteriori assunzioni. L’iniziativa di per sé ci potrebbe trovare concordi, se fra i criteri non ci fossero anche condizioni come il limite di età che non condividiamo: tutti fino all’età della pensione devono avere il diritto di lavorare.
Dobbiamo inoltre sottolineare che ci sono ancora decine di lavoratori in somministrazione o addirittura lavoratori rimandati a casa dopo anni di lavoro, che oggi sono in attesa di essere richiamati.
Chiediamo quindi in modo prioritario di richiamare chi ha già lavorato e di stabilizzare chi è ancora in somministrazione.
La direzione di Cnh Industrial ha poi lamentato alti livelli di assenza. Ma noi obiettiamo che il degrado dell’ambiente di lavoro e delle relazioni industriali ne sono una causa.
In definitiva esprimiamo soddisfazione per gli investimenti e le assegnazioni produttive, che devono necessariamente accompagnarsi a interventi strutturali finalizzati al miglioramento delle condizioni di lavoro.
Chiediamo a Cnh Industrial di fare di Lecce uno stabilimento capace di offrire occupazione stabile e di qualità superando metodi locali di gestione del personale, per noi non condivisibili.

















youhost