Oggi siamo qui alla manifestazione “Innamòrati di Torino” per ribadire con determinazione la volontà di rilanciare l’industria nel nostro territorio e, in modo particolare, quella dell’auto, di cui Torino è la culla storica, il cuore produttivo e il baricentro industriale. Questa città non è soltanto un simbolo del passato industriale italiano: è un patrimonio vivo di competenze, professionalità e saperi che rappresentano un valore strategico per l’intero Paese.
Nel suo intervento Fabrizio Amante, Responsabile Provinciale di Aqcf-R, ha ricordato come la storia industriale torinese, indissolubilmente legata alla nascita e allo sviluppo della Fiat, abbia costruito un ecosistema unico, capace di coprire l’intera filiera dell’automotive: dal design alla ricerca, dall’innovazione alla progettazione, fino alla produzione e alla messa su strada dei veicoli. Un sistema che negli anni ha formato generazioni di lavoratori, tecnici e ingegneri, contribuendo a fare grande l’industria italiana nel mondo.
Oggi però questo patrimonio è seriamente minacciato. L’apparato industriale e produttivo torinese si trova sull’orlo di una crisi sociale che rischia di diventare insostenibile. Troppe famiglie vivono nell’angoscia di perdere il lavoro o lo hanno già perso. Non siamo di fronte a una semplice fase ciclica negativa ma al pericolo concreto di una disgregazione strutturale di un sistema costruito in decenni di impegno e competenze.












È stato sottolineato come alcuni provvedimenti europei, pur nati con intenti condivisibili, siano stati attuati senza una piena valutazione dell’impatto sui territori e senza un’adeguata copertura economica. Non si può imporre una trasformazione così profonda a un intero comparto industriale senza accompagnarla con strumenti finanziari e industriali adeguati. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: difficoltà crescenti per le imprese e tensioni sociali che colpiscono in modo particolare le aree produttive storiche come Torino.
Il rischio maggiore non è soltanto la perdita immediata di posti di lavoro ma la dispersione irreversibile di un patrimonio di competenze che rende unico il territorio. Se si perde questo know-how, se si lascia disgregare l’ecosistema fatto di imprese, centri di ricerca e professionalità altamente specializzate, sarà estremamente difficile ricostruirlo. E un territorio che perde la propria identità produttiva perde anche coesione sociale, prospettive per i giovani e fiducia nel futuro.
Oggi Aqcf-R era presente con una delegazione ampia e rappresentativa dell’area torinese e piemontese: i rappresentanti sindacali del gruppo Stellantis, del gruppo Iveco, del gruppo Cnh Industrial, di Comau e di Marelli hanno partecipato con convinzione alla manifestazione, a testimonianza di un tessuto produttivo che vuole continuare a credere nel futuro industriale di Torino.
Alla manifestazione hanno preso parte anche il Segretario Generale di Aqcf-R, Giovanni Serra, il Segretario Generale della Fim-Cisl Ferdinando Uliano, il Responsabile Nazionale del settore auto della Uilm Gianluca Ficco, la Segretaria Nazionale della Fismic-Confsal Sara Rinaudo, per Uglm in rappresentanza della Segreteria Nazionale Silvia Marchetti e Ciro Marino e il Segretario Nazionale della Fiom Samuele Lodi.
Erano inoltre presenti il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, l’assessore regionale Maurizio Marrone, insieme ad altri rappresentanti del Comune, della Regione e della Curia, a conferma di una mobilitazione che coinvolge istituzioni, parti sociali e mondo del lavoro.
Da Torino parte un messaggio chiaro al sistema Italia: il valore strategico di questa città deve essere riconosciuto e sostenuto. Difendere l’industria torinese significa difendere il lavoro, la coesione sociale e una parte fondamentale dell’identità industriale italiana. Aqcf-R continuerà a essere in prima linea in questa mobilitazione perché Torino merita un futuro all’altezza della sua storia.

















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