AQCF-R accoglie con interesse il nuovo piano strategico FaSTLAne 2030 presentato oggi da Antonio Filosa durante l’Investor Day di Stellantis negli Stati Uniti e approfondito nel successivo incontro con le organizzazioni sindacali svoltosi a Roma. Il piano contiene aspetti apprezzabili e incoraggianti e appare caratterizzato da un maggiore pragmatismo industriale rispetto al recente passato, con una rinnovata attenzione alla competitività, alla neutralità tecnologica, alle esigenze dei mercati e alla valorizzazione delle persone.
Restano tuttavia necessari importanti chiarimenti per quanto riguarda il futuro di Cassino, il rafforzamento delle produzioni motoristiche italiane e, più in generale, una gestione della transizione che continui a mettere al centro persone, professionalità, competenze e occupazione.

Si tratta di un piano di ampio respiro che prevede 60 miliardi di euro di investimenti nei prossimi cinque anni, oltre 60 nuovi modelli e una strategia orientata a coniugare crescita, redditività, innovazione e maggiore vicinanza ai mercati locali. Un piano che introduce elementi di discontinuità rispetto al recente passato e che contiene aspetti apprezzabili e incoraggianti per il futuro del gruppo.

Tra gli aspetti che riteniamo maggiormente significativi vi è il rafforzamento del concetto di libertà di scelta tecnologica, attraverso una gamma che comprenderà veicoli elettrici, ibridi, plug-in e motorizzazioni termiche ad alta efficienza. Entro il 2030 Stellantis prevede infatti il lancio di 29 modelli elettrici, 15 plug-in o range extender, 24 modelli ibridi e 39 modelli termici o mild hybrid, confermando una strategia multi-energia che va nella direzione da tempo sostenuta dalla nostra organizzazione.

In questo contesto assume particolare rilevanza anche il capitolo dedicato ai powertrain, nel quale Stellantis conferma la volontà di mantenere un’offerta articolata e diversificata, sviluppata per adattarsi alle differenti esigenze dei mercati e dei clienti. Accanto all’elettrico, il gruppo investirà in nuove generazioni di motorizzazioni ibride, plug-in e termiche ad alta efficienza, riconoscendo che la transizione non può essere affrontata attraverso una sola tecnologia e che la competitività del settore passa anche dalla capacità di offrire soluzioni differenziate in funzione delle esigenze dei consumatori e delle diverse realtà territoriali.

Come AQCF-R consideriamo questo approccio un elemento particolarmente apprezzabile perché va nella direzione della neutralità tecnologica, principio che sosteniamo da tempo. La sostenibilità ambientale è un obiettivo condiviso, ma deve essere perseguita garantendo pluralità di soluzioni, tenendo conto delle diverse infrastrutture disponibili, delle esigenze dei consumatori, dei costi di accesso alla mobilità e delle specificità industriali dei vari Paesi. La valorizzazione di differenti tecnologie di propulsione rappresenta non soltanto una scelta industriale, ma anche uno strumento per tutelare occupazione, competenze, filiere produttive e capacità industriale europea.

Particolare attenzione meritano anche i sei pilastri strategici individuati da Antonio Filosa: una gestione più efficace del portafoglio marchi, investimenti nelle piattaforme e nelle tecnologie globali, sviluppo di partnership industriali, ottimizzazione dell’impronta produttiva, eccellenza nell’esecuzione e valorizzazione delle regioni e dei team locali. Si tratta di un’impostazione che sembra riportare al centro la cultura industriale, la competitività e la capacità di esecuzione, elementi fondamentali per affrontare le sfide di un mercato automotive sempre più complesso e competitivo.

Un elemento particolarmente significativo del piano riguarda la valorizzazione delle regioni e dei team locali. Dopo anni caratterizzati da una forte centralizzazione delle decisioni, il riconoscimento del ruolo dei territori rappresenta un segnale importante. L’automotive è infatti un settore profondamente legato alle specificità regionali, alle competenze professionali e alle esigenze dei diversi mercati. La scelta di attribuire maggiore autonomia alle regioni e di rafforzare il ruolo dei team locali può favorire decisioni più rapide, una maggiore capacità di interpretare le esigenze dei clienti e una valorizzazione più efficace delle competenze presenti all’interno del gruppo.

Per quanto riguarda l’Italia, questo principio assume un’importanza ancora maggiore. Il nostro Paese dispone di un patrimonio unico di competenze manageriali, tecniche, progettuali, ingegneristiche e manifatturiere costruito in oltre un secolo di storia dell’automobile. Ci aspettiamo pertanto che la centralità delle regioni si traduca concretamente in una valorizzazione del ruolo degli stabilimenti italiani, degli Enti Centrali, delle attività di ricerca e sviluppo, dell’ingegneria e delle strutture impiegatizie. La valorizzazione delle regioni e dei team locali dovrà trovare concreta applicazione anche nelle realtà ad alto contenuto professionale e tecnologico presenti in Italia, come il Green Campus, Maserati, i centri di ingegneria e tutte le strutture che contribuiscono alla competitività globale del gruppo.

Un capitolo che merita particolare attenzione è quello relativo all’ottimizzazione dell’impronta industriale. Il piano prevede in Europa una riduzione della capacità produttiva teorica di oltre 800 mila unità, accompagnata da riconversioni industriali e partnership produttive, con l’obiettivo di aumentare l’utilizzo degli impianti dal 60% all’80% entro il 2030, preservando al contempo i livelli occupazionali nel manifatturiero.

Si tratta di una sfida rilevante che dovrà essere attentamente monitorata. Per AQCF-R la competitività non può essere perseguita esclusivamente attraverso una razionalizzazione della capacità produttiva, ma deve poggiare soprattutto sul rilancio dei volumi, sull’assegnazione di nuovi prodotti, sugli investimenti e sulla valorizzazione delle competenze presenti nei siti industriali e nelle strutture tecniche e progettuali del gruppo.

Nella presentazione del piano, Antonio Filosa ha inoltre sottolineato come FaSTLAne 2030 sia stato costruito mettendo al centro il cliente, facendo leva sui punti di forza storici di Stellantis: le persone, i marchi, la presenza globale, le radici locali e la capacità di sviluppare partnership strategiche. Un’impostazione che condividiamo e che dovrà trovare concreta applicazione nelle scelte industriali dei prossimi anni. Il raggiungimento degli obiettivi del piano dipenderà infatti non soltanto dagli investimenti e dalle tecnologie, ma soprattutto dalla capacità di coinvolgere e valorizzare le persone che operano negli stabilimenti, negli Enti Centrali, nell’ingegneria, nella ricerca e nelle strutture professionali del gruppo.

Dagli approfondimenti emersi oggi sono inoltre arrivate conferme importanti per il sistema industriale italiano.
Per Torino sono stati ribaditi i programmi relativi alla Fiat 500 Hybrid ed elettrica e lo sviluppo del Green Campus come centro direzionale e tecnologico; per Modena è stato confermato il ruolo di centro di ricerca e sviluppo e di produzione Maserati, nell’ambito di una strategia che prevede il consolidamento del marchio nel segmento del lusso puro e il lancio di due nuovi modelli di segmento E, per i quali l’azienda presenterà una roadmap dettagliata entro dicembre 2026; per Atessa è stata ufficializzata l’assegnazione del nuovo Ducato; per Melfi è stata confermata la produzione delle cinque nuove vetture già annunciate; per Pomigliano è stata ribadita la produzione delle nuove E-Car in aggiunta alla Pandina. Anche per gli stabilimenti della meccanica sono state confermate le missioni attuali, compreso l’arrivo dei nuovi cambi a Termoli e la prosecuzione della produzione del motore FireFly nella futura versione Euro 7.

Particolarmente importante appare la conferma del posizionamento di Maserati nel segmento del lusso. Come AQCF-R riteniamo che il marchio del Tridente rappresenti non soltanto una eccellenza del Made in Italy, ma anche un patrimonio industriale, tecnologico e professionale di valore strategico per l’intero Paese.

L’annuncio di due nuovi modelli di segmento E costituisce certamente un segnale incoraggiante e una manifestazione di fiducia nelle potenzialità del marchio. Allo stesso tempo sarà importante che la roadmap annunciata per dicembre 2026 chiarisca i volumi attesi, gli investimenti previsti e le prospettive occupazionali e produttive, affinché il rilancio di Maserati possa tradursi in risultati concreti per i lavoratori e per la filiera industriale collegata.

Allo stesso tempo restano aperte alcune questioni che per AQCF-R assumono carattere prioritario. In particolare, pur prendendo atto dell’impegno dichiarato dall’azienda a non chiudere lo stabilimento di Cassino, riteniamo che non sia più rinviabile l’individuazione di una missione industriale chiara, concreta e di lungo periodo per il sito laziale. La situazione produttiva e il ricorso agli ammortizzatori sociali rendono necessario un intervento rapido che restituisca prospettive certe ai lavoratori.

Analoga attenzione dovrà continuare ad essere dedicata a Termoli. La conferma dei nuovi cambi e della prosecuzione del FireFly Euro 7 rappresenta certamente un elemento apprezzabile, ma rimane la necessità di consolidare ulteriormente i carichi produttivi futuri e garantire una prospettiva industriale stabile e duratura.

Un ulteriore elemento di interesse riguarda il forte sviluppo delle partnership strategiche internazionali. Il piano individua nelle collaborazioni con Leapmotor, Dongfeng, Tata, Jaguar Land Rover e numerosi partner tecnologici un fattore essenziale per accelerare l’innovazione, migliorare la competitività e ridurre i tempi di sviluppo dei nuovi prodotti.
Da questo punto di vista riteniamo importante che tali partnership rappresentino una reale opportunità di crescita industriale e tecnologica e non soltanto uno strumento di efficientamento. Sarà fondamentale comprendere in che modo queste collaborazioni potranno generare nuove opportunità per gli stabilimenti europei e italiani, valorizzando il patrimonio di competenze, professionalità e know-how presente nel nostro Paese.

Tra le partnership annunciate durante l’Investor Day assume particolare rilievo anche l’accordo strategico con Wayve, società specializzata nello sviluppo di sistemi di guida automatizzata basati sull’intelligenza artificiale. La collaborazione prevede l’integrazione della tecnologia Wayve AI Driver nella piattaforma STLA AutoDrive, con l’obiettivo di sviluppare sistemi avanzati di guida assistita e a mani libere supervisionata, sia in ambito urbano sia autostradale. Le prime applicazioni sono previste dal 2028 sul mercato nordamericano.

L’iniziativa conferma la volontà di Stellantis di investire nell’intelligenza artificiale, nel software e nelle tecnologie di nuova generazione che caratterizzeranno l’automobile del futuro. Come AQCF-R riteniamo che tali sviluppi rappresentino una opportunità importante per la competitività del gruppo, ma che debbano essere accompagnati da adeguati investimenti sulle competenze, sulla formazione e sulla valorizzazione delle professionalità tecniche e ingegneristiche.

Accogliamo inoltre con favore la conferma della prosecuzione delle attività motoristiche italiane e riteniamo che il tema del rilancio delle produzioni motoristiche nazionali debba continuare a rappresentare una priorità. Le competenze sviluppate negli anni nel settore dei motori e delle trasmissioni costituiscono una eccellenza industriale e professionale che non può essere dispersa durante la transizione in corso.

Come organizzazione che rappresenta lavoratrici, lavoratori, quadri e professionalità del gruppo, riteniamo inoltre fondamentale valutare il piano non soltanto sotto il profilo industriale, ma anche sotto quello dei suoi impatti sociali. Tutti i pilastri della strategia avranno inevitabilmente effetti sull’organizzazione del lavoro, sulle competenze professionali e sui percorsi di sviluppo delle persone.

La realizzazione di un progetto di questa portata richiederà tempo. Il percorso delineato da FaSTLAne 2030 accompagnerà Stellantis fino alla fine del decennio e proprio per questo sarà fondamentale gestire la transizione con attenzione, responsabilità e dialogo sociale. Durante questo percorso occorrerà evitare che qualcuno rimanga indietro, accompagnando i cambiamenti attraverso investimenti sulla formazione, sulla riqualificazione professionale, sulla crescita delle competenze e sulla valorizzazione del capitale umano.

Il piano presentato oggi contiene elementi apprezzabili e incoraggianti che segnano un cambio di passo rispetto ad alcune scelte del passato e che dovranno ora tradursi in risultati concreti per l’industria, l’occupazione, le competenze e i territori.
La sfida dei prossimi anni sarà accompagnare una trasformazione profonda del settore senza lasciare indietro nessuno: né gli stabilimenti né le professionalità né le persone che rappresentano il vero patrimonio di Stellantis. È su questo terreno che AQCF-R continuerà a esercitare il proprio ruolo di rappresentanza e di proposta.