Anche se i dati definitivi saranno pubblicati il 17 febbraio, si può già affermare che per il settore agricolo, in base ai primi tre trimestri, il 2025 è stato un anno assai difficile sia dal punto di vista della corporate sia dal punto di vista generale del mercato europeo.
La Direzione si è detta impegnata a migliorare il prodotto, a semplificare i processi, a rafforzare la rete commerciale e a focalizzarsi al massimo sul raggiungimento di alti livelli qualitativi.

Per quanto riguarda il segmento delle costruzioni, il mercato nel 2025 aveva iniziato in contrazione ma poi ha mostrato un andamento in ripresa. L’azienda ha mantenuto le quote di mercato e ha conservato una buona profittabilità.
In Italia i quasi 5 mila dipendenti sono divisi circa a metà fra operai e impiegati.

A Jesi proseguono gli investimenti con 7 milioni di euro nel 2026 ed è previsto il lancio del nuovo modello Specialty Cvt; i volumi produttivi dovrebbero essere in crescita soprattutto nella seconda parte dell’anno rispetto a quelli modesti dello scorso anno. Continua lo sforzo per arrivare a migliorare gli indicatori della qualità che dovrà necessariamente prevedere un impegno maggiore anche dell’azienda rispetto agli investimenti da fare sulle linee produttive.

Anche Modena ha subito un calo dei volumi e l’uscita delle cabine. Sono previsti 17 milioni di investimenti nel 2026 e un forte sforzo per la massima qualità.

A San Matteo si realizzeranno molti investimenti, per oltre 16 milioni, con interventi innovativi sia nel magazzino sia nel simulatore; si aprirà un centro training per i dealer.

A Lecce sono previsti investimenti per oltre 16 milioni di euro, di cui 12 milioni per il TB47; in parte la produzione è rivolta verso l’America e nel 2026 sono previsti nuovi lanci. Anche per il sito di Lecce sarà fondamentale che da parte dell’azienda ci sia un impegno maggiore nel miglioramento delle condizioni di lavoro.

A Sampierana sono previsti 4 milioni di investimenti ed è previsto un processo di riorganizzazione, che dovrebbe salvaguardare la occupazione ma desta preoccupazione per il sito di Cesena.

Come sindacato riteniamo positive le scelte del management di Cnh Industrial di investire in Italia, ma resta la preoccupazione per la fase prolungata di difficoltà soprattutto nel settore agricolo. Apprezziamo la rinnovata focalizzazione sulla qualità, giacché in molti casi abbiamo avuto modo di denunciare relazioni e gestioni locali degradate, non all’altezza delle sfide che CnhI si prefigge e dei rapporti sindacali di gruppo.
Come segreterie nazionali ci siamo impegnati a un incontro il 16 marzo a Lecce con la Direzione aziendale.