Da tempo è oggetto di confronto pubblico il tema della competitività dell’industria automobilistica europea e delle sfide che la transizione tecnologica ed energetica sta ponendo all’intero settore. Le analisi che si stanno susseguendo offrono spunti di riflessione importanti per comprendere non solo le dinamiche industriali, ma anche le possibili ricadute occupazionali e sociali sui lavoratori e sui territori.

Tra i diversi contributi emersi nel dibattito, trova spazio una lettura che individua nella perdita di competitività europea non soltanto gli effetti della concorrenza internazionale ma soprattutto il ritardo accumulato negli investimenti in innovazione digitale, software, ricerca e sviluppo delle competenze. Un tema che richiama molte delle considerazioni contenute anche nel Rapporto Draghi sul futuro della competitività europea.

Per AQCF-R questa riflessione merita particolare attenzione perché evidenzia come l’automobile del futuro sarà sempre più il risultato dell’integrazione tra meccanica, elettronica, software, intelligenza artificiale e servizi digitali. La capacità di competere dipenderà quindi non soltanto dagli impianti produttivi ma soprattutto dalla capacità di innovare, sviluppare competenze e attrarre investimenti.

Il rischio di desertificazione industriale

AQCF-R ritiene tuttavia che il dibattito sulla transizione debba affrontare con maggiore chiarezza anche le conseguenze sociali e occupazionali che potrebbero derivare da scelte industriali non adeguatamente accompagnate da una strategia europea di lungo periodo.

Il rischio concreto è quello di una progressiva desertificazione industriale dell’Europa e dell’Italia, con la perdita di produzioni, investimenti, centri di ricerca, attività di progettazione e funzioni ad alto valore aggiunto.

Quando un territorio perde capacità industriale non perde soltanto posti di lavoro. Perde competenze, professionalità, opportunità per le nuove generazioni, capacità di innovazione e, nel tempo, anche coesione sociale. Si tratta di un fenomeno che rischia di colpire non solo gli stabilimenti produttivi ma l’intera filiera dell’automotive, dai fornitori alla logistica, dalla progettazione ai servizi avanzati.

Per questo motivo la sfida della transizione non può essere affrontata esclusivamente attraverso obiettivi ambientali o regolatori. Occorre una politica industriale europea capace di sostenere concretamente investimenti, ricerca, sviluppo tecnologico e formazione delle persone.

Innovazione e lavoro devono procedere insieme

AQCF-R continua a sostenere che la competitività dell’industria europea debba fondarsi su alcuni pilastri fondamentali:

  • investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione;
  • rafforzamento delle attività di progettazione, ingegneria e sviluppo prodotto;
  • valorizzazione delle competenze di impiegati, quadri, tecnici ed esperti;
  • formazione continua e riqualificazione professionale;
  • riduzione del costo dell’energia per imprese e cittadini;
  • politiche industriali coordinate a livello europeo;
  • transizione sostenibile sotto il profilo economico, sociale e occupazionale.

La competizione globale non si vincerà abbassando il livello delle tutele sociali o rinunciando agli obiettivi ambientali ma investendo maggiormente in innovazione, tecnologia e capitale umano.

Una sfida che riguarda il futuro dell’Europa

Le trasformazioni in corso nel settore automotive rappresentano una delle più importanti sfide industriali degli ultimi decenni. L’Europa deve certamente accelerare sul fronte dell’innovazione e della sostenibilità ma deve farlo preservando la propria capacità produttiva e manifatturiera.

La vera sfida non è scegliere tra transizione ecologica e industria, piuttosto garantire che la trasformazione in atto continui a generare lavoro qualificato, sviluppo e benessere nei territori europei.

Senza una strategia industriale forte, condivisa e lungimirante, il rischio è che la perdita di competitività si traduca progressivamente in una perdita di occupazione, investimenti e competenze, con conseguenze sociali che potrebbero rivelarsi ben più gravi delle difficoltà economiche che oggi stiamo affrontando.

AQCF-R continuerà a sostenere tutte le iniziative che mettano al centro le persone, il lavoro, le competenze e il futuro industriale del paese, nella convinzione che non possa esistere una transizione realmente sostenibile senza una solida base produttiva e occupazionale.