In tema di occupazione nel settore dell’industria automobilistica, con particolare riguardo alla situazione del gruppo FCA, la Commissione Lavoro della Camera dei deputati ha invitato AQCF-R a un’audizione informale che si è tenuta nel pomeriggio di ieri.

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Nel suo intervento, il Segretario Nazionale Umberto Damiano, dopo una breve introduzione storica, ha evidenziato che AQCF-R oggi è la principale organizzazione di riferimento per il settore impiegatizio dei Quadri e dei Professional che operano in Fiat Chrysler Automobile e CNH Industrial in tutta Italia, e che dal 2011 è firmataria del CCSL con tutte le altre Organizzazioni Sindacali nazionali.

“Il primo giugno 2018 l’Azienda ha presentato il piano industriale 2018-22 e il 29 novembre AQCF-R ha partecipato all’incontro con i vertici di FCA in cui è stato presentato un piano di investimenti in Italia di 5 miliardi di euro, con le relative allocazioni dei nuovi modelli, dei restyling e delle motorizzazioni – ha riepilogato Damiano. Abbiamo giudicato positivo quell’incontro per riuscire a centrare l’obiettivo della piena occupazione nell’arco temporale del nuovo piano, anche se è necessario tener conto dei dati consuntivi della produzione 2018 che segnalano una riduzione di circa il 7% rispetto al 2017.

Dopo cinque anni di crescita costante, nel 2018 la produzione è scesa sotto il milione di unità prodotte. Ad oggi la previsione per il 2019 è ancora una situazione di difficoltà in quanto le nuove produzioni, seppur deliberate, porteranno effetti positivi nei prossimi anni. Ed è per questo motivo che giudichiamo criticamente il provvedimento governativo che aumenta la tassazione sull’acquisto in Italia di vetture prodotte da FCA: anche se è stato rivisto,  nella sua stesura finale penalizza ancora alcuni modelli.

Si rischia un effetto negativo sui volumi – ha commentato Damiano – e di conseguenza sui lavoratori che potranno essere soggetti a un maggior utilizzo degli ammortizzatori sociali, oltre che la possibilità di mettere in discussione i nuovi investimenti previsti dall’Azienda in Italia.

Nel dettaglio, gli investimenti di FCA prevedono la produzione di auto ibride ed elettriche su tutta la gamma tra il 2019 e il 2021. Forzare i tempi su questo processo, pochi mesi prima che la produzione sia avviata nelle fabbriche italiane, rischia di avvantaggiare i competitors esteri.

Ricordiamo a tal proposito che le norme europee sulle emissioni già obbligano i costruttori automobilistici a interventi radicali al fine di evitare sanzioni miliardarie.

Le Istituzioni, insieme all’Azienda e alle Organizzazioni Sindacali, hanno il compito di ‘accompagnare’ l’industria automobilistica italiana per permettere il suo pieno rilancio e per consentire la completa realizzazione del piano industriale di FCA – in altri paesi europei ciò è già accaduto per il settore automotive in un recente passato – a tutela del Made in Italy e per la salvaguardia di oltre 82 mila lavoratori di FCA e CNHI e altrettanti nell’indotto”.

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