AQCF-R esprime forte preoccupazione per i continui rinvii da parte della Commissione europea su misure fondamentali per la tutela e il rilancio dell’industria europea. Il meccanismo del made in Europe, insieme al principio del made in Italy, rischia di perdere efficacia se non tradotto rapidamente in strumenti operativi.

A destare ulteriore allarme è il nuovo rinvio del pacchetto europeo di incentivi alla produzione in Europa. La proposta sul made in Europe, inizialmente prevista per il 10 dicembre, poi rinviata al 29 gennaio, è stata nuovamente posticipata di almeno un mese, confermando la distanza tra annunci politici e decisioni concrete.

Il cuore del dossier è l’Industrial Accelerator Act che punta a fissare quote minime di contenuto europeo per settori strategici, tra cui l’automotive, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza da produzioni extraeuropee e contrastare l’afflusso di veicoli a basso costo. Tuttavia, le incertezze su soglie e criteri applicativi stanno rallentando l’adozione delle misure.

Di fronte a una crisi industriale profonda, l’approccio europeo all’industria e all’automotive appare ancora insufficiente rispetto alla complessità delle sfide in atto. I continui rinvii rischiano di accentuare il declino della filiera europea.

AQCF-R ritiene che una politica industriale efficace debba essere ancorata alla realtà del mercato. Il settore automotive europeo è oggi sottoposto a una pressione crescente da parte di produttori extraeuropei, mentre i consumatori chiedono veicoli accessibili e una transizione sostenibile anche sul piano economico e sociale.

Sul piano nazionale, il calo dei volumi produttivi in Italia evidenzia l’urgenza di rafforzare le politiche industriali, definendo obiettivi produttivi chiari e condivisi in grado di garantire stabilità agli stabilimenti, continuità agli investimenti e tutela dell’occupazione.

AQCF-R sottolinea inoltre che gli incentivi pubblici devono essere accompagnati da una chiara condizionalità legata al made in Europe e al made in Italy. In assenza di tali criteri, il sostegno alla domanda rischia di favorire produzioni esterne all’Unione.

“Gli investimenti industriali sono la condizione indispensabile per garantire un futuro sostenibile e competitivo all’automotive europeo e italiano – dichiara il Segretario Generale di AQCF-R, Giovanni Serra. I continui rinvii sul made in Europe confermano un ritardo grave tra annunci e decisioni operative. Serve un cambio di passo immediato: meno incertezze, più realismo economico, più attenzione a produzione, occupazione e consumatori. L’Europa deve tornare a essere un fattore di sviluppo, non un elemento di freno”.

Per AQCF-R è quindi fondamentale:

  • rendere pienamente operativi i principi di made in Europe e made in Italy;
  • definire criteri chiari, applicabili e trasparenti, evitando ulteriori rinvii;
  • promuovere un approccio europeo all’automotive più realistico;
  • rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e parti sociali;
  • favorire, in collaborazione con i principali gruppi automobilistici, a partire da Stellantis, la definizione di piani industriali chiari;
  • rivedere in modo pragmatico le politiche di transizione.

L’industria automotive europea ha bisogno di scelte tempestive, concrete e condivise. Senza decisioni rapide, il made in Europe rischia di restare sulla carta, con ricadute negative su imprese, lavoro e consumatori.